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Il comune di Balmuccia appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Vercelli

Storia

Verso il principio del secolo XV, essendo signore di Valsesia Manfredo Barbavara, per dissenzioni insorte le comuni della Valsesia superiore si staccassero da Varallo e costituissero una Curia a parte, ponendo a Balmuccia la residenza del Podestà o di un suo luogotenente. Ma colla cacciata del Barbavara, nel 1415 ogni cosa ritornò nel pristino stato.
Con atto 8 agosto 1584 rogato Romolo Chiarino la parocchia di Balmuccia si separò da quella di Scopa, obbligandosi il Comune di pagare al pievano di Scopa l'annualità di lire 25 imperiali in compenso delle decime. L'annualità venne affrancata con atto 13 marzo 1882 rogato Giulio Valenti.
La chiesa parrocchiale, intitolata a S. Margherita, fu costruita nel 1600: è ad una navata sola e di bella semplicità.
A Balmuccia si mostra una casa, ora completamente rimodernata, che vuolsi sia stata la temporanea abitazione del Podestà di Varallo, quivi rifugiatosi non si sa perchè. Parimenti, in capo al ponte sul Sermenza, si scorge una grossa pietra quadrilatera che serviva da piedestallo ad una statua a Quintino Sella, innalzata a spese del cav, Vittorio Debernardi e precipitata nel fiume da vandalica e ignota mano.
Ricordiamo che nel 1817 a Balmuccia infierì il tifo petecchiale: l'alpe "Scalina" fu convertito in lazzaretto, guardato giorno e notte dalle guardie nazionali armate.

[Tratto da "Guida della Valsesia e del Monte Rosa" F. Tonetti - (Varallo Sesia, 1891) pag. 357]
[Tratto da "Valsesia e Monte Rosa". L. Ravelli (Novara, 1924) pagg. 159-160